rbmk
teatro / video digitale e 8mm
Archivio. Chernobyl. 26 aprile 1986. h.01m.23.sec.40. Esplosione del blocco numero quattro. Massimo incidente calcolato. Vaporizzano nell’aria cinquanta tonnellate di radionuclidi a lunga vita. Dieci Hiroshima. Bruciano settanta tonnellate di combustibile nucleare. Una grossa sfera nera infuocata vortica nel cielo. Settecento tonnellate di grafite si depositano. La radioattività raggiunge 15000 roentgen l’ora. Notte arancione. Irraggiamento gamma. Dal tetto squarciato della centrale cola il bitume. Spegnere. Insabbiare il reattore. Lavare.Le strade. Gli uomini, le donne. Le corsie d’ospedale. Sopprimere. I cani e i maiali radioattivi. Evacuare.
Liquidatori. 650.000 uomini arrivano da tutto il Paese. Non ci sono tute a tenuta stagna, né maschere anti-gas. Le radiazioni troppo alte impediscono il funzionamento dei robot. Si raccoglie la grafite con la pala. Sarcofago. Il reattore RBMK viene rinchiuso in 250.000 tonnellate di cemento. Sarcofago. Sarcos, carne. Phagein, mangiare.
A vent’anni dall’incidente, alla vigilia dell’ennesima, inevitabile, commemorazione abbiamo voluto comporre ispirandoci al tatto. Esperienza non mediabile. Oggi che l’esperienza è memoria, sentiamo la necessità di guardare nel luogo umano di ciò che resta e che viene perduto, mantenendo in vita un processo di ricerca attivo tra il ricordo e la dimenticanza. Fare della memoria uno spazio condiviso significa vedere l’uomo nella fragilità del suo essere. Superare l’identità della storia sul terreno comune della perdita. La memoria è il mistero dell’uomo nel tempo, lo sforzo costante di alzare un monumento su ogni sepoltura. La memoria è la tragedia dell’uomo nel tempo, eroe tra un inizio ed una fine.
Tutti gli artisti hanno partecipato ad una spedizione (agosto-settembre 2005) attraverso la zona evacuata fino al sarcofago che racchiude il reattore rbmk, accompagnati da testimoni diretti dell’incidente, dell’evacuazione e della rioccupazione dei territori contaminati. L’esperienza è stata documentata in video digitale e pellicola 8 mm. Nella palestra della scuola elementare di Narovla, a trenta chilometri dalla centrale, sono iniziate le prove dello spettacolo.
Le tecnologie studiate per la performance permettono un’interazione aperta tra i documenti video, il suono e la memoria fisica degli artisti sul palco.